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Proposta shock in Italia: “Ospedali e uffici vietati alle donne con il burqa”

download (1)Ospedali ed uffici vietati alle donne che indossano il burqua? Non è ancora legge, ma si tratta di una proposta che ovviamente ha fatto già molto rumore. L’idea arriva dalla Lombardia, pertanto si tratterebbe eventualmente di una legge di natura regionale, che tuttavia potrebbe ovviamente avere delle ripercussioni anche per quanto concerne altre regioni, laddove la legge in questione venisse applicata.

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Questa proposta nasce da una interrogazione della Lega Nord: con tale interrogazione è stato richiesto alla giunta di prendere provvedimenti “efficaci per la sicurezza interna”, in ogni struttura della regione, dagli edifici istituzionali sino agli ospedali.

Il vice capogruppo della Lega Nord in Lombardia, Fabio Rolfi, spiega che questa interrogazione è stata presentata al fine di chiedere alla giunta di adottare misure più efficaci, che si aggiungano a quelle già esistenti, all’interno delle strutture di competenza della regione. Si tratta di una esigenza dovuta alla presenza di molte donne di religione islamica che hanno il velo integrale, che le rende irriconoscibili, non identificabili. E questa proposta viene fatta anche alla luce dei recenti accadimenti, spiega ancora Ralfi della Lega Nord.

“In base ai fatti accaduti di recente che hanno sconvolto l’Europa non possiamo permetterci alcuna leggerezza, e non possiamo accettare che vengano permesse pratiche religiose che sono antitetiche con la nostra cultura che, potenzialmente, possano mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini”. Naturalmente una proposta del genere fa discutere molto, fa tanto rumore. Secondo Rolfi: “A casa nostra devono valere le nostre regole, chi non vuole rispettarle può liberamente decidere di andarsene altrove”. Cosa ne pensa la giunta a tale riguardo?

A riguardo della proposta in questione, va considerato anche che c’è già una norma che vieta di apparire mascherati in pubblico. In tal senso, Simona Bardonali assessore alla sicurezza spiega: “Accogliamo favorevolmente l’interrogazione del consigliere Rolfi, impegnandoci ad adottare misure che consentano di riconoscere i connotati fisici di chi accede”.

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